Come è fatta la Corea

Geumodo
Geumodo

 

Durante il volo di trasferimento tra Seoul e Yeosu, giorni fa, ho avuto modo di osservare la penisola di Corea dall’alto. Per quanto sono riuscito a vedere, è abbastanza chiaro che si tratta di un’antica catena montuosa, ormai erosa dagli agenti atmosferici, che ora è ridotta ad una immensa catena di colline. Tra le colline c’è una enorme quantità di valli, grandi e piccole, quasi tutte caratterizzate dalla presenza di un centro abitato, grande o piccolo. Nelle valli sono presenti anche moltissimi laghi, grandi e piccoli, ed ogni vallata è attraversata da un fiume. Dall’alto è possibile vedere come nel corso degli anni sia stata realizzata una fitta rete di strade e di ponti che collega tra loro queste valli e che collega l’entroterra alla enorme quantità di piccole isole che si trova appena di fronte alle coste.

L’abbondanza di acqua, il clima favorevole e questa immensa rete di strade e di canali hanno reso possibile nel corso dei secoli e degli anni lo sviluppo di una florida economia basata sulla coltivazione del riso e di vari tipi di frutta e di verdura, sulla pesca e sul commercio. Dall’alto, infatti, è facile riconoscere le risaie, le aree dedicate alla itticultura, le serre ed i porti.

Ieri sono stato con alcuni amici in visita sull’isola di Geumodo, nell’estremo sud della penisola coreana, ed ho potuto vedere da vicino come sono queste colline e queste valli. Come al solito, trovate le foto sul mio account Flickr.

In questa sede credo che valga la pena di far notare solo due cose. La prima è che la Penisola di Corea non è Seoul. Quando si pensa alla Corea, di solito vengono alla mente le immagini delle megalopoli ultramoderne dell’estremo oriente ma questa è una immagine della Corea che corrisponde alla realtà solo nell’area di Seoul-Incheon, con i suoi 13 milioni di abitanti, ed in quella di Busan. Il resto della Corea è essenzialmente un’area rurale molto simile alla nostra Toscana od alla nostra Umbria. Cambia solo il tipo di coltivazione dominante che qui è il riso mentre da noi è il grano.

Il secondo elemento è che la Corea è molto simile all’Italia anche dal punto di vista orografico. Se non fosse per le risaie, sembrerebbe davvero di essere in Umbria, nelle Marche o, in certi casi, in Sardegna od in Sicilia. Si tratta di un territorio rurale, a volte selvaggio, di grande bellezza e molto apprezzato dagli appassionati di sport all’aria aperta.

Per la stessa ragione, anche i coreani sono molto più simili agli italiani di quanto si potrebbe pensare. Nelle aree rurali sono rudi e scorbutici, esattamente come sull’Appennino e sulle isole, e nelle grandi città sono cosmpoliti ed ospitali, esattamente come a Milano e Roma. Cambia solo la lingua.

Questo spiega anche perché uno dei temi “scottanti” della politica coreana sia da molto tempo la disugaglianza di trattamento che esiste tra la popolazione delle grandi città, che lavora per le grandi aziende della tecnologia e percepisce stipendi di gran lunga superiori a quelli italiani, e la popolazione delle aree ruarli, condannata ad una vita di stenti ai margini della società.

Di questo, comunque, parleremo più in dettaglio in un prossimo post.

Alessandro Bottoni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.